La pizza napoletana
La pizza é il vero alimento globale.
In Giappone la preferiscono con l'anguilla e la seppia, in Russia con l'aringa, in India con montone, tofu e zenzero sott'aceto; in Pakistan con curry piccante, nel Costa Rica con la noce di cocco, in Brasile con i piselli.
Un recente sondaggio, attraverso un questionario indirizzato a circa 70.000 gestori di ristoranti in Italia, ha messo in risalto che i ristoranti e le pizzerie sono la tipologia di locali più diffusi: su 58.300 locali, il 42% é rappresentato dalla categoria ristorante-pizzeria, contro il 37% della categoria ristorante.
In Campania la pizza é una
tradizione ormai consolidata, che vede anche il nobile "mestiere
del pizzaiolo" tramandarsi di generazione in generazione.All'estero i pizzaioli campani sono tra i più richiesti ed apprezzati; dovunque si legge: "pizza napoletana".
L'11 giugno 1889 Raffaele Esposito fu invitato a fare una pizza per la Regina Margherita, moglie del Re Umberto I.
Le cronache ci riferiscono che il "pizzaiolo" fece tre tipi di pizza, l'ultimo dei quali con pomodoro-mozzarella basilico (il rosso-bianco-verde della bandiera italiana) e che delle tre versioni la Regina mostrò di preferire proprio questa, subito battezzata: « Margherita »
Gli esperti concordano nel ritenere che milioni di pizze sfornate giornalmente nel mondo, discendono direttamente da questi fornai, che cominciarono a prepararle circa 200 anni fa in quella che, all'epoca, era la città più popolata d'Italia:
« Napoli »
La Campania é per la PIZZA quello che per la Baviera é la BIRRA!
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