L'America e la pizza
Colombo ha scoperto l'America. L'America ha scoperto la pizza.
E' ancora quel che era? O è tutta un'altra cosa?
L'emigrazione, si sa, può far bene alla tasca, ma non sempre all'identità d'origine. E, infatti, a volte snaturandosi il più napoletano dei piatti ha fatto successo oltreoceano, battendo perfino l'hamburger. Un importante evento nella storia della gastronomia si è verificato già da anni passando però in sostanza inosservato: il numero delle pizzerie negli Stati Uniti ha superato quello dei locali che servono hamburger.
Edward Robert Brooks, ex direttore dell'American Culinari
Federation, già nel 1984 affermò che: "la pizza
è diventata il cibo più popolare
d'America".
In ogni modo sia condita, la pizza piace. E perché non
dovrebbe? La pizza costa poco, è deliziosa e fa anche bene
alla salute. "Il solo che scarseggi in una pizza comune
è la vitamina C, ma si può rimediare aggiungendo
peperoni rossi o verdi ".
La pizza è diventata un
affare d'oro in America, con un giro annuo di 20 miliardi di
dollari in costante crescita. Secondo le ultime cifre disponibili,
i sono circa 40.000 pizzerie negli Stati Uniti, e gran parte del
loro aumento negli ultimi anni è dovuto alle grandi
catene.
Ma quasi la metà di tutte le pizzerie esistenti appartengono
ancora a piccoli proprietari; specialmente sulla costa atlantica,
dove gli immigrati italiani che aprirono i primi locali di questo
genere continuano a lavorare come si faceva un tempo.
La prima "pizzeria americana" fu aperta a New York nel 1905, ma in
genere la pizza si poteva trovare solo nei quartieri italiani. Fu
così fino alla seconda guerra mondiale, quando i soldati
americani poterono assaggiarla per la prima volta in Italia. Fu
amore al primo boccone. Quando tornarono in patria, la pizza
diventò cittadina americana; e fece
furore!
Nel 1958 Frank e Dan
Carney, due studenti della Wichita State University,
misero insieme 600 dollari per aprire una pizzeria a Wichita nel
Kansas. Dopo aver scritto la parola "pizza" sull'insegna,
si accorsero che restava spazio per un'altra parola di tre lettere.
La moglie di uno dei fratelli suggerì "Hut" che
significa "capanna o casetta". Fu una scelta fortunata
perché già nel 1985 otto milioni di persone hanno
mangiato in circa 5000 «Pizza Hut» sparse per gli Stati
Uniti e il mondo.
Nel 1947 fece la sua prima comparsa negli Stati Uniti la PIZZA
surgelata, che però aveva lo stesso sapore della confezione
nella quale era venduta. In seguito ha però acquistato un
gusto di tutto rispetto. Gli americani spendono più di un
miliardo di dollari per comprare questo
prodotto.
Una sola ditta, la Pillsbury,
sforna più di 275 milioni di pizze surgelate l'anno.
Raffaele Esposito, pizzaiolo della Regina
Margherita, non riconoscerebbe più la maggior parte delle
pizze che si fanno oggi negli Stati Uniti.
La classica pizza napoletana è stata arrotolata, farcita,
ingrassata e messa sotto sopra. Ci sono pizze fatte con la farina
di frumento integrale, pane francese e ciambelline dure, guarnite
con un pò di tutto, dal carciofo alle
zucchine.
La pizza all'ananas, guarnita di
solito con pancetta affumicata canadese, riscuote molto successo
nell'America nord occidentale, sul Pacifico. Per gli americani
"bene" ci sono pizze coperte di caviale e salmone
affumicato.